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Monforte D'Alba - Alla Fondazione Bottari-Lattes, la mostra "Su Carta"

Sino al 18 dicembre 2011, un'esposizione dedicata a Gianfranco Ferroni e Sergio Saroni curata da Vincenzo Gatti

 "Su Carta"

(Fonte: www.fondazionebottarilattes.it)

A dieci anni dalla scomparsa di Gianfranco Ferroni (1927-2001) e a venti da quella di Sergio Saroni (1934-1991), la Fondazione Bottari Lattes dedica a due dei più validi artisti italiani del Dopoguerra la mostra “Su carta”.

Curata da Vincenzo Gatti, la mostra “Su Carta” presenta per ciascun autore una quindicina di opere su carta, realizzate tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta. Offre la possibilità di riflettere sugli aspetti comuni del percorso di due esponenti che hanno segnato la ricerca artistica del Novecento: il forte interesse per la grafica incisa e l'uso elettivo del supporto cartaceo in pittura, particolarmente nella fase della maturità espressiva.

In esposizione disegni, incisioni, tempere e tecniche miste, che testimoniano l'appassionato fervore e la determinazione che hanno mosso l'intenzionalità dei due artisti.

 

La mostra è realizzata con il contributo della Galleria Ceribelli di Bergamo, della Galleria del Ponte di Torino, della Galleria Massucco di Acqui Terme e con la collaborazione di Anna Maria e Giovanna Saroni.

 

«In particolare – spiega il curatore Vincenzo Gattiè da segnalare l'attenzione che Ferroni e Saroni hanno rivolto verso la grafica incisa, a partire per ambedue dal 1956/57 e poi facendosi sempre più intensa e contigua alle ricerche pittoriche.

 

Per Ferroni l'incisione è stata l'occasione per misurarsi con una tecnica severa e scabra e la sua scelta si è diretta verso l'acquaforte, mai abbandonata, ma sempre rivissuta nella fiducia verso il valore del “segno”, perseguita per quarant'anni, con una puntigliosità di sguardi che lo ha portato, nei temi che hanno costituito la sua cifra esistenziale (gli interni, gli oggetti), a mettere a fuoco l'essenza delle cose, fino ad arrivare, al termine della sua vita, a collocare le “cose” in uno spazio di pure astrazioni, pulviscolare e remoto. Allo stesso modo la sua pittura su carta depura la materia cromatica: meglio della pennellata è lo sgranarsi della grafite o del pastello. La transitorietà trasfigura la realtà, e la fisicità esatta degli oggetti quasi si stempera nella luce che tutto pervade, pazientemente evocata dalle tracce infinite lasciate sui fogli.

 

Saroni giunge alla “nuova figurazione” nei primi anni Sessanta, dopo l'esperienza informale, e la ricerca grafica assume in quest'ottica di rinnovamento particolare importanza. Per quanto i linguaggi possano essere diversi per Saroni, come per Ferroni, il vero costituisce l'irresistibile fonte d'ispirazione. Semmai, l'approccio, la soluzione è ben altra. Il pittore torinese non rinuncia mai all'incisività del segno, spesso traccia singola a ribadire il tormento e la perfezione.

Gli impasti aggrovigliati delle nature morte degli anni Sessanta ben esemplificano le scelte di Saroni, e così la tipologia stessa, irta e spinosa, dei soggetti proposti. Seguiranno, nella grafica incisa, i grandi fogli composti da più lastre e da più colori, dove viene proposta la figura, con arditi tagli compositivi e inquieti inserimenti architettonici e vegetali. Solo negli ultimi anni di una troppo breve vita, il dialogo fra le tecniche (acquaforte e acquatinta) si fa più asciutto e disteso.

I dipinti su carta sono poi una costante saroniana negli anni della maturità, dai grandi formati dove il soggetto di natura quasi si frantuma in schegge geometricamente concluse, agli acquerelli di paesaggio, contemplativi ma “accorati”, pervasi da un sentimento d'attesa nel balenare d'una nuvola temporalesca, o nei grafismi allarmati di un pennello estenuatamente finissimo».

La mostra sarà aperta presso la Fondazione Bottari-Lattes di Via Marconi 16 a Monforte d'Alba con il seguente orario:

da lunedì a venerdì 14,30- 17,00;

sabato e domenica 14,30 - 18,30

ingresso gratuito